MEDICINA NATURALE ORIENTATA ALLE MALATTIE DELLA TIROIDE

STRUMA GOZZO MULTINODULARE

I noduli tiroidei, singoli o multipli, sono tra le patologie endocrine più frequenti.
Spesso il riscontro di un nodulo avviene in modo casuale ed il paziente si presenta con la convinzione che esso sia di recente insorgenza e ne paventa la natura tumorale.
La scoperta accidentale di noduli tiroidei non palpabili nella popolazione generale sta aumentando progressivamente.
Tale fenomeno è una conseguenza dell’uso sempre più diffuso della valutazione ecografica della regione cervicale o del doppler dei vasi del collo.

Se diagnosticata struma multinodulare usare  Hyper K-Strumin P ©


Il gozzo multinodulare macroscopicamente si presenta con una struttura deformata dalla presenza di plurime formazioni nodulari che possono essere estremamente variabili per dimensioni (da pochi mm fino ad alcuni cm), margini (ben definiti o molto sfumati) e struttura (solidi, gelatinosi, colloidali o emorragici)

KSTRUMINP

Da un punto di vista semeiologico si parla di nodulo tiroideo quando la normale morfologia della ghiandola appare alterata per la presenza di tumefazioni che ne modificano la superficie ed i margini. I noduli della tiroide rappresentano la patologia endocrina più frequente, con una prevalenza dell’ordine del 4%-5% in paesi a sufficiente apporto iodico come gli Stati Uniti, fino ad oltre il 50% in paesi a basso apporto iodico come per esempio l’Italia.
Il primo quesito che si pone di fronte a “un nodulo della tiroide” da un punto di vista clinico è se si tratti di un nodulo benigno o maligno.
La prevalenza del carcinoma della tiroide nei noduli anche non clinicamente evidenti è stimata intorno al 0,3%; essa aumenta al 5-20% in noduli trattati chirurgicamente ed è circa il 3-5% in casistiche autoptiche di pazienti senza evidenza di patologia tiroidea. La discrepanza tra i risultati degli studi autoptici e di quelli clinici, può dipendere in parte dal fatto che il carcinoma della tiroide ha lenta evoluzione e scarsa aggressività e rimane per decenni clinicamente silente.

Strategie diagnostiche

Nella nostra casistica i noduli solidi rappresentano circa l’80% dei noduli freddi mentre circa il 20% è rappresentato da noduli cistici o misti. L’agoaspirazione del nodulo e l’esame citologico del materiale ottenuto è il presidio diagnostico fondamentale per distinguere i noduli benigni da quelli maligni.

Storia clinica ed esame obiettivo

La storia clinica e l’esame obiettivo sono di fondamentale importanza nella valutazione della patologia nodulare. Elementi importanti sono: il sesso, l’età, l’anamnesi familiare, la regione di provenienza, alcune pratiche terapeutiche eseguite. Poiché la nodularità tiroidea aumenta con l’età e il gozzo nodulare è più frequente nel sesso femminile con un rapporto di 7 a 1, mentre il carcinoma della tiroide è solo di poco più frequente nella donna (4/1), ne consegue che un nodulo ha molte più probabilità di essere carcinomatoso nel maschio ed in età giovanile. Non sembra che la carenza iodica rappresenti un fattore di rischio per il carcinoma della tiroide; sembra invece che l’apporto iodico condizioni il tipo istologico del carcinoma tiroideo. Infatti nelle aree di endemia la frequenza del carcinoma follicolare è maggiore, mentre il carcinoma papillare prevale nelle aree con elevato apporto iodico (Giappone). Un rischio geneticamente determinato è riconosciuto per il carcinoma midollare. Sporadiche sono invece le segnalazioni di carcinoma papillare familiare.

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